|
Le Fiamme Gialle di Vallo della Lucania, sotto la direzione della
locale Procura della Repubblica, hanno attuato una penetrante azione
d’intelligence tesa alla repressione di illeciti in danno delle uscite
di bilancio nell’ambito del settore pubblico allargato. Si è trattato
di un’indagine riguardante il sistema della sicurezza sociale gestito
dall’INPS, a garanzia di prestazioni di carattere previdenziale ed
assistenziale.
L’attività di servizio ha portato alla scoperta di un’ingente truffa per circa 3 milioni di €uro
perpetrata a danno dell’INPS da parte di un’azienda agricola fantasma
denominata “AGRO TIRRENA S.C.A.R.L.” con sede in Magliano Vetere. La
cooperativa, relativamente al triennio 1999/2001, ha falsamente
attestato agli uffici INPS di aver avuto alle proprie dipendenze 313 falsi braccianti agricoli in ordine ai quali non risultano versati i relativi contributi previdenziali ed assistenziali ammontanti a circa 700.000 euro.
Ciò al solo scopo di consentire a questi ultimi di beneficiare
indebitamente, a seguito della presentazione della domanda, delle
relative indennità previdenziali di disoccupazione agricola, maternità
e malattia. Tali benefici avrebbero concorso, inoltre, a far maturare
l’acquisizione del diritto al trattamento pensionistico agli stessi
falsi braccianti. Al fine di documentare all’INPS l’effettivo esercizio
dell’attività agricola, erano stati presentati falsi contratti di
affitto di terreni, stipulati con ignari proprietari.
Durante il triennio, i falsi braccianti sono risultati
residenti in località distanti in misura ragguardevole da tali terreni,
i quali non sono mai stati adibiti a coltivazione.
L’attività info-investigativa ha riguardato gli uffici INPS delle
province di Salerno, Napoli, Avellino, Potenza, Ferrara e Modena presso
i quali è stata richiesta ed esaminata copiosa documentazione attinente
le erogazioni previdenziali ed assistenziali indebitamente percepite
dai falsi lavoratori agricoli.
A copertura degli ingenti costi fittizi apparentemente
sostenuti per la retribuzione di un così elevato numero di lavoratori,
sono stati attestati ricavi falsamente conseguiti tramite il costante
ricorso a fatture per operazioni inesistenti per un ammontare
complessivo di circa 1.500.000 euro. A tal fine, la cooperativa
agricola si avvaleva della collaborazione di conniventi soggetti
economici con sede legale presso il Comune di Capaccio (SA) allo scopo
di instaurare numerosi rapporti economici fittizi.
L’attività ispettiva della Guardia di Finanza, sotto la
supervisione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di
Vallo della Lucania, ha riguardato l’esame di copiosa documentazione
rinvenuta a seguito dell’effettuazione di controlli incrociati ed
accertamenti su conti correnti bancari facenti capo ai soci della
cooperativa ed ai soggetti economici conniventi.
A conclusione dell’indagine sono state denunciate complessivamente 313 persone
per i reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni
pubbliche, falso ideologico e materiale, nonché frode fiscale. La
cooperativa agricola, infine, è stata denunciata per responsabilità
amministrativa per fatti da reato commessi dai soggetti apicali e
dipendenti.
|